The AFAM Roadshow

Un progetto itinerante tra arte, ricerca e logistica circolare

The AFAM Roadshow. Ricerca. Creatività. Innovazione è un percorso itinerante che ha attraversato sette città italiane, mettendo in relazione arte, design, scienza e tecnologia in un dialogo aperto e concreto. L’iniziativa è coordinata dall’Istituto per le Scienze del Patrimonio Culturale del CNR e da RUFA – Rome University of Fine Arts, con l’obiettivo di accompagnare le istituzioni culturali in una riflessione condivisa sul presente e sul futuro del patrimonio italiano.

Conferenze, workshop, lectio magistralis, performance e installazioni hanno dato forma a un racconto diffuso, capace di unire ricerca e pratica progettuale e di portare al centro temi come sostenibilità, inclusione, multidimensionalità e nuove forme di creatività responsabile.

Echo Labs ha preso parte al roadshow progettando e realizzando gli allestimenti di tutte le tappe, con un approccio che tiene insieme visione, cura e capacità artigianale. Un lavoro nato dall’incontro tra ricerca scientifica, manifattura creativa e impegno sociale, dove il design diventa strumento di racconto, relazione e ascolto.

Gli allestimenti sono stati pensati come veri e propri dispositivi narrativi: strutture capaci di accompagnare il pubblico lungo il percorso espositivo e di rendere visibile ciò che solitamente resta sullo sfondo, valorizzando il lato umano, materiale e culturale della logistica applicata all’arte.

Un allestimento modulare

Per rispondere alla natura sperimentale e itinerante del progetto, Echo Labs ha sviluppato un sistema modulare resistente e flessibile, costruito secondo principi di ecodesign e upcycling. Pallet industriali, scenografie dismesse e casse per il trasporto di opere d’arte, provenienti anche dalla filiera Fine Art di FERCAM, sono stati rigenerati e trasformati in arredi espositivi, installazioni interattive, supporti multimediali e strutture immersive.

Le casse, in particolare, non sono state semplicemente riutilizzate, ma portate al centro della scena. Attraverso uno storytelling visivo esplicito, questi elementi tecnici sono diventati parte attiva del racconto, capaci di parlare di seconda vita dei materiali, di cura e di una nuova estetica del funzionale. Ogni tappa ha dato forma a un allestimento site-specific, pensato in dialogo con spazi e architetture molto diversi tra loro, dalle sedi universitarie ai musei, dai teatri ai luoghi storici.

Un percorso che genera impatto

La collaborazione con CNR ISPC e RUFA ha aperto nuove traiettorie progettuali e di ricerca, permettendo di sperimentare linguaggi e approcci diversi. Gli allestimenti hanno raccontato anche ciò che spesso resta invisibile, come il backstage della logistica dell’arte, reso accessibile grazie alla digitalizzazione delle casse Fine Art, oppure il valore dell’accessibilità come parte integrante del progetto.

In questo contesto si inseriscono installazioni come il tavolo sensoriale realizzato alla Mole Vanvitelliana, in dialogo con il Museo Omero, pensato per essere esplorato anche da persone cieche e ipovedenti. Un gesto semplice, ma significativo, che restituisce l’idea di una sostenibilità intesa come responsabilità ambientale, sociale e culturale insieme.

The AFAM Roadshow è stato prima di tutto un viaggio condiviso. Un laboratorio diffuso di co-progettazione che, nell’arco di dieci mesi, ha messo in relazione istituzioni, accademie, designer, ricercatori, artigiani e studenti, creando occasioni di confronto autentico e crescita reciproca.

Un progetto fatto di mani che lavorano, tempo dedicato e relazioni costruite tappa dopo tappa. Un’esperienza che va oltre gli allestimenti realizzati e che lascia in eredità competenze, connessioni e una visione comune: quella di una cultura della sostenibilità che passa dal riuso, dalla cura dei materiali e dalla capacità di trasformare processi industriali in valore sociale e territoriale.

IMPATTI ESG

AMBIENTALE

  • 754,2 kg di legno recuperato
  • oltre 375 kg di CO2 evitati
  • zero utilizzo di materia prima vergine

SOCIALE

  • 1.406 ore di lavoro nella falegnameria sociale
  • coinvolgimento diretto di falegnami, rifugiati e richiedenti asilo in percorsi di formazione e autonomia

GOVERNANCE

  • 7 mostre itineranti
  • 200 ore di progettazione e coordinamento
  • 684 partecipanti tra studenti e designer
  • 148 relatori coinvolti